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martedì, aprile 08, 2008

"complete equality of rights"

If we had a majority in the country, we would first of all create a situation of complete equality of rights, without exception. Jew or Arab, Armenian or German, there would be no distinctions in the eyes of the law, all ways will be open before all, all may be eligible to be prime minister, if their program finds favor with the majority.
The status of an Arab in the Land of Israel will be exactly equivalent to that of a Scot or Welshman in England. Balfour is Scottish and is proud of his identity, Lloyd George is Welsh and is proud of his identity, and both of them were prime ministers in Britain, and thus it must be in the Hebrew Land of Israel that will come. Apart from this, we would create an even more praiseworthy situation in the Land of Israel: we would not only grant complete equality of rights to individual citizens, but also to national languages.

Vladimir Jabotinsky, 1929. Testo completo qui

mercoledì, giugno 13, 2007

proposta di DICO

È vero, non esiste un Islam Reform. Non esiste nemmeno un cattolicesimo Reform. Esiste un cristianesimo riformato, cioé protestante, che è un’altra cosa rispetto al cattolicesimo, con il quale non ha avuto rapporti proprio sereni.

F. Dubois, Il massacro di San Bartolomeo

La differenza principale tra il cristianesimo Reform (o riformato) e il cristianesimo cattolico sta in questo: che per i riformati il rapporto con Dio è diretto, non passa attraverso la mediazione della gerarchia. La gerarchia è una cosa che affascina molto i fascisti, cioé coloro che godono imponendo ad altri la propria volontà. La possiamo immaginare come una piramide a grossi gradini. Se la gerarchia è quella della Chiesa cattolica, alla base ci sono i preti, poi un gradino più su ci sono i parroci, che sono un po’ di meno, poi più su i vescovi, che sono ancora meno numerosi dei parroci, poi i cardinali e infine Ratzinger, che è uno solo ed è il capo di tutti. Ed è capo perché –lo so che sembra ridicolo- lo ha scelto Dio, come Dio (per gli islamici, che non sono Reform) avrebbe scelto Maometto. Anzi, per la precisione, Dio ha avuto un figlio, il quale figlio - dicono i cristiani non riformati- si è creato un rappresentante, che era Pietro e il cui continuatore è il signor Ratzinger. Un po’ del potere di Pietro, cioé di Gesù, sta in Ratzinger, nei cardinali ne sta un po’ meno e giù giù per la gerarchia, tutti questi signori ne hanno un po’- se uno è maschio e bravo (e intelligente abbastanza da evitare accuse di pedofilia e/o di interesse privato in atti di ufficio) può salire i gradini della gerarchia e diventare vescovo, cardinale o papa. Tutti maschi: forse non casualmente la piramide sembra un simbolo fallico: largo in basso e dritto verso l’alto.
Mantenere questa gerarchia costa un sacco di soldi. E richiede che il rappresentante di Pietro, cioé di Gesù, cioé di Dio, tratti direttamente (e, se possibile, da posizioni di vantaggio) con presidenti, re e generali, che hanno raggiunto il potere, di solito, senza millantare alcun incarico di origine divina.
Il Cristianesimo Reform è quel cristianesimo che ha fatto saltare tutta questa gerarchia. Dove si è affermato, i beni del clero sono stati messi sul mercato, si è formata una borghesia, la cui etica del lavoro ha permeato tutta la società, sconfiggendo anche lo stile di vita parassitario della nobiltà. Il processo è durato secoli ed ha portato (ripeto: nei Paesi in cui il Cristianesimo è stato riformato) alla nascita dello Stato moderno e della democrazia rappresentativa. Che, oltre ad essere funzionali agli interessi della borghesia, sono il peggiore metodo di governo provato finora, se si escludono tutti gli altri provati in Europa, i quali aggravano l’oppressione delle donne e degli ebrei e hanno l’aggravante di non essere molto riformabili.
La costruzione dello Stato moderno (e la questione del perché in Italia non c’è stato) ha occupato diversi anni della mia vita, per cui so bene che il quadro è molto più articolato; il legame tra protesantesimo e modernità , comunque, mi sembra del tutto innegable. L’idea stessa di gerarchia, di una società divisa in ceti i cui poteri sono decisi dal diritto di nascita, mi sembra incompatibile con i princìpi della democrazia, secodo cui nessun potere è attribuito eternamente a qualcuno. E le cose sembravano così anche agli intellettuali ebrei tedeschi che nell’Ottocento hanno iniziato l’Ebraismo Reform prendendo le mosse dal consumo di carne.
I progetti di Riforma nell’Ebraismo hanno portato con sé l’abolizione della tassa sul consumo di carne kasher, che serviva per mantenere una classe (improduttiva) di religiosi la cui unica occupazione era lo studio del Talmud. Nei progetti dei giacobini ebrei tedeschi che diedero il via all’ingresso dell’Ebraismo nella modernità, abolire la tassa sul consumo di carne kasher, permettere agli ebrei di acquistare carne non kasher equivaleva a nazionalizzare i beni del clero. Ed il clero ebraico dell’epoca (laddove per clero si intende casta religiosa parassitaria) giunse fino all’omicidio per difendere la kasherut ed i previlegi che ne deriva(va)no. Il movimento intellettuale formato da ebrei che finalmente erano stati ammessi alle Università tedesche si chiamò Riforma – perché guardava al cristianesimo Reform E perché introduceva elementi di democrazia rappresentativa, levando al clero la conduzione delle questioni religiose; ed iniziò da subito a parlare di uguaglianza tra uomini e donne nel culto.
Il processo che ha portato l’Ebraismo a entrare nella modernità, attraverso il movimento Reform, non è stato lineare; proprio come non è stata affatto lineare l’affermazione del cristianesimo Reform. E dico subito che non vedo affatto i segni di un eventuale Islam reform. Anzi: in campo islamico vedo l’affermazione di integralismi, ritorni reazionari a una Tradizione sedicente immutabile, ed una preoccupante popolarità di teorie del complotto e pulsioni antisemite -persino peggio dell’ epoca di Nasser, che è tutto dire.
C’è chi vuole convincermi che l’ora è grave che il pericolo è imminente, e che bisogna quindi allearsi con il sedicente discendente di Pietro, che perlomeno dai tempi di mons. Marcinkus non pare proprio gradire il princìpio secondo cui un’unica legge debba valere per tutti coloro che vivono in un unico territorio. Princìpio che a me, invece, sembra molto rispettabile e per il quale quei signori tedeschi di due secoli fa sono finiti nelle galere clericali o sotto i coltelli degli sgherri dei rabbini ortodossi. E di questa santa alleanza contro l’Islam, le cui pulsioni antisemite, ripeto, preoccupano anche me, dovrebbero far parte anche i bizzarri signori vestiti di nero, che millantano di essere i veri e gli unici ebrei rimasti al mondo. O, almeno, la parte di loro disposta a mettere l’antisionismo tra parentesi (non gratuitamente, sia chiaro) e a collaborare così nell’opera di trasformzione dello Stato del popolo ebraico in una specie di fortezza Bastiani come da romanzo di Buzzati (aka ultimo bastione dell’Occidente). Anzi, c'è pure chi è convinto che tale santa alleanza sia una specie di banco di prova: sarebbe veramente ebreo chi capisce che siamo in guerra con l’Islam. Una guerra tanto crudele che ci obbligherebbe all’alleanza con i cattolici.
Questa alleanza tra gerarchie cattoliche e rabbini ortodossi è uno sbocco naturale, viste le rispettive ideologie ed interessi. Ma non c’è alcuna ragione religiosa per passare sopra i diritti degli individui. La mia religione insegna che la difesa dei diritti degli individui è un compito sacro, perché tutti siamo creati ad immagine di Dio, ed ogni essere umano va rispettato perché la sua dignità è la scintilla divina che ha con sé dal momento della Creazione. E quindi l’alleanza con il sedicente discendente di Pietro è una offesa alla mia religione: perché quel tizio proclama di essere investito da Dio e la mia religione impedisce di divinizzare esseri umani. I rabbini ortodossi (che sembrano avere le idee chiare sul posto delle donne) possono trovarsi gli alleati che preferiscono (che probabilmente su donne e gay la pensano proprio come loro); ma non capisco cosa c’entri la religione, in questo questo matrimonio d’interesse tra gerarchie maschili. E pertanto gradirei che se ne lasci fuori ogni riferimento a Dio o alla dimensione spirituale. Potrebbero chiamarlo Difesa dall’Islam, ad uso di Cattolici e Ortodossi. DICO, se vogliono una sigla.

mercoledì, maggio 09, 2007

cattive compagnie

Nell'imminenza del Dies Familiae proclamato dai cattolici, il rabbino Riccardo Di Segni - attento ai rischi di assimilazione - ha pensato bene di spiegare che gli ebrei italiani hanno il dovere religioso di opporsi al riconoscimento giuridico dei diritti a persone conviventi dello stesso sesso.
Secondo Di Segni i DICO equivalgono a incoraggiare idolatria, omicidio ed incesto, anche se questa affermazione può sembrare "poco politically correct secondo la sensibilità attuale".
La quale sensibilità attuale minaccia, sempre secondo Di Segni, l'intera società ebraica italiana, perché le nostre famiglie ne hanno fatto propri i modelli di organizzazione. Si fanno meno figli, ci ci sposa tardi, crescono matrimoni misti e convivenze, insomma: un ciclone demografico, un disastro - ammesso a chiare lettere, a cui Di Segni propone di rimediare facendo propria la difesa della famiglia tradizionale. Quella, per intenderci, dei tempi in cui le donne non lavoravano fuori casa, in cui la polizia non ficcava il naso alla ricerca di prove di stupro o di incesto, e i figli omosessuali venivano cacciati di casa. A dire il vero questa è un'usanza che non sembra così estranea alla sensibilità attuale: se persino a San Francisco, è omosessuale quasi il 40% degli homeless (vedi qui), chissà che succede altrove.
Ma cosa chiede Di Segni (ripeto: nell'imminenza del cattolicissimo Dies Familiae)? Politiche per la famiglia dice lui. In questo periodo è una formuletta di moda: pochi infatti chiedono politiche per la prevenzione dei suicidi dei teen agers sfottuti da coetanei che li definiscono froci. Nella sensibilità attuale deve essere una questione di cui si occupa la famiglia. Non si capisce in che modo questa difesa della famiglia tradizionale (leggi: cattolica) dovrebbe frenare il ciclone demografico, i cui effetti già si vedono nelle comunità italiane, la cui consistenza numerica è ridotta ormai del 45% rispetto a trent'anni fa - a medio termine, dice il rabbino, analoghi effetti sono previsti anche a Roma.
Gli ortodossi propongono di affrontare la crisi in questo modo: creare un nucleo di famiglie di osservanti duri, puri ed integrali, cui affidare la sopravvivenza religiosa della comunità e il futuro demografico. Stando a quel che succede a Torino, dove il modello è stato presentato con nettezza dal rabbino, non sembra che questa soluzione sia così popolare. Insomma, non si vedono i vantaggi che la difesa della famiglia cattolica dovrebbe arrecare all'Ebraismo italiano.
Ma io non vedo nemmeno le ragioni. Per noi ebrei il matrimonio è un contratto tra due sopggetti e può essere sciolto. Per i cattolici la famiglia si fonda sul matrimonio, che è un sacramento indissolubile, infatti in Italia i tempi delle separazioni sono massacranti e tutta la giurisprudenza è pensata per costringere i separandi a rimanere sotto lo stesso tetto fino alla maggiore età dei figli. Probabilmente nella testa del legislatore vedere papà e mamma che dormono separati rafforza il benessere psicologico degli adolescenti, cioé li convince a scopare di meno. Il che dubito sia un valore ebraico.
Mentre invece sono sicuro che l'Ebraismo insegna che ogni essere umano è creato be-tzel Elohim, ad immagine di Dio. Forse Dio non esiste, certo in ognuno di noi, etero o omosessuali, c'è una scintilla che chiede dignità e rispetto. E quindi è difficile dubitare del carattere ebraico di ogni richiesta di allargamento di diritti. Invece no: Di Segni, e con lui gran parte degli ortodossi attuali, sembrano convinti che Dio è andato in esilio quando è iniziata l'Emancipazione. Ma nel resto del mondo ebraico le cose stanno in maniera diversa.
In Israele sono sempre validi i matrimoni celebrati all'estero, anche tra persone dello stesso sesso. Questa è la posizione maggioritaria nella Diaspora: Judaism, for the most part, seems to view the traditional prohibitions against homosexuality as mores from a bygone age, mores now replaced with clearer understandings.
Dove sta andando, invece, l'Ebraismo italiano?

mercoledì, gennaio 31, 2007

glad to be. in progress

Ed ecco i risultati di un sondaggio tra rabbini, hazanim, consiglieri nelle sinagoghe e altre figure pubbliche del movimento Masorti. Più del 60% sono a favore dell'ordinazione di rabbini gay o lesbiche. Il tipico supporter dei diritti dei gay è una giovane donna americana che va orgogliosa del principio della trasmissione matrilineare di status ebraico - cui i Masorti in Europa non hanno intenzione di rinunciare. A proposito: qualcuno avvisi i frammenti della fu-più grande congregazione italiana, che qualora diventassero conservative metà dei soci dovrebbero ... convertirsi all'Ebraismo (vabbé, non sono rimasti poi in tanti...).
Che è a dire che la possibilità di rabbino gay Masorti mette a disagio gli uomini di età superiore ai 25 anni e residenti fuori dagli USA. Per esempio, in Israele. Einat Ramon, la prima israeliana a diventare rabbina è convinta che l'omosessualità è una scelta, che la "famiglia tradizionale" sia in pericolo e che i gay hanno distrutto il movimento ricostruzionista. Come direttrice del seminario rabbinico Masorti in Israele, non permetterà mai e poi mai che un gay possa diventare rabbino. David Golinkin, altro autorevole israeliano Masorti ha dichiarato che ci sono certe sofferenze che la Halakhà non consente di alleviare.Nei prossimi giorni si dovrebbe sapere in quali scuole Masorti sono ammessi studenti gay. Ho l'impressione che non sarà più obbligatorio per gli studenti rabbini passare un anno in Israele. Ma alcuni potrebbero chiederlo...
Tutto questo mentre la Suprema Corte ha obbligato lo Stato di Israele a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Giusto per capire dove va il popolo ebraico.


giovedì, dicembre 21, 2006

parole per ridirlo

La Commissione sulla legge ebraica, la massima istanza halakhika del movimento Massorti (conservative) ha approvato due teshuvot (mozioni) e ne ha rifiutate tre. Una delle mozioni approvate ribadisce la condanna dell'omosessualità, mentre l'altra condanna ogni discriminazione nei confronti degli omosessuali e apre alla possibilità, per gli studenti rabbini gay, di ricevere la semicha (ordinazione rabbinica). Tutte le teshuvot si possono leggere sul sito della Rabbinical Assembly.
La Commissione in effetti può approvare teshuvot contradditorie, e le istituzioni che aderiscono al movimento (sinagoghe, scuole, collegi rabbinici) possono decidere a quale conformarsi. "Questo e quello sono parole di Dio vivente".
In pratica: ogni collegio rabbinico Massorti prenderà una autonoma decisione. La University of Judaism ha già fatto sapere che non respingerà più le domande di ammissione di allievi gay; Arnold Eisen, il direttore del Jewish Theological Seminary si è detto personalmente favorevole, ma attende una decisione dei docenti. La Commissione ha bocciato due teshuvot che miravano ad abolire del tutto le discriminazioni. Secondo la teshuvah approvata, il divieto biblico di "giacere con un uomo come con una donna" implica la proibizione della penetrazione anale, ma non di altre forme di sessualità. Resta vietato il matrimonio gay, ma sono permesse cerimonie di fidanzamento (testo completo qui, sul sito di uno dei firmatari, rav Daniel Nevins).
Quattro membri della Commissione, tutti firmatari di teshuvot più restrittive (e bocciate) si sono dimessi. Sono i rabbini Joel Roth (bel tipo, quello), Mayer Rabinowitz, Joseph Prouser e Leonard Levy. La Commissione è composta da 25 rabbini. Come d'uso, ai dimissionari è stato chiesto di ripensarci.
In breve: da oggi è possibile per un gay diventare rabbino Masorti, ma scuole, sinagoghe e varie istituzioni afferenti al movimento possono seguitare a discriminare insegnanti ed allievi gay. Discriminazioni che fuori dagli USA proseguiranno; in Canada si parla esplicitamente di scissione.
Inoltre, è probabile che chi googola "anal sex" in rete in questo periodo si stia attualmente imbattendo in siti web ebraici.