Io ho poco da dire, perché a questo punto credo che sappiate tutto. L'attentato è avvenuto al di qua della linea verde, si dice che i terroristi usassero armi in dotazione alla polizia palestinese; deve essere il modo in cui il
moderato Abu Mazen sta trattando sul futuro di questa città.
A Gaza si sono viste le prevedibili scene di giubilo. Per favore, qualunque sia la vostra opinione su questo conflitto, cercate di ricordare che gli israeliani non festeggiano mai, nemmeno quando il nostro esercito riesce ad essere preciso e uccide solo terroristi e nessuno dei civili in mezzo a cui i terroristi si nascondono.
Noi stiamo bene. "Il Mercaz haRav non è il genere di scuola in cui studiano i Reform" ha commentato una mia compagna, all'ennesima telefonata dall'Europa - telefonate e mail per cui vi siamo grati, sia chiaro.
Invito tutti i lettori che possono raggiungere Gerusalemme, soprattutto gli israeliani, a farsi vivi entro breve, ho da invitarvi a un giorno speciale. Anzi due.
Vorrei che leggeste alcuni dei messaggi che sono stati
postati alla mia attenzione in
forum pubblico, nelle ore immediatamente successive all'attentato di ieri sera.
- "Tu preferisci cantare la solita stonata litania su Israele minacciato e negato nel diritto di esistere che deve difendersi dai palestinesi. Sei un falso, quindi, con priorità nazionalistiche da far paura; che affidi alla potenza militare della nazione un ruolo fondamentale" (elettore DS, con il pallino delle analisi sul
potere religioso ebraico che impedirebbe la pace nel mondo intero)
- "E' inutile trattare con voi, visto come state riducendo i loro fratelli di Gaza (...) non vi bastano i 54 civili della settimana scorsa? Ah già, sono goym...." (elettore di Rifondazione)
- "Comunque un bel colpo e troppo poco in confronto a quello che sion ha fatto a gaza" (frequentatore anonimo, con il pallino del
razzismo ebraico peggiore del nazisti)
- "Anche gli assassini sono uomini (...) Mica si muore solo a Gerusalemme." (ricercatore universitario di area DS, sempre molto vigile contro il
razzismo antislamico)
- "Se l'esercito ebraico non avesse occupato territori non israeliani, se l'esercito ebraico non avvesse e continua a compiere strage di civilicompiesse stargi di civili in proporzioni ben maggior e molto piu' frequenti, se non avesse costretto un popolo a vivere in una enorme prigione a cielo aperto molto probabilmente questa strage e altre stragi sarebbero state evitate. Chi di spada ferisce di spada perisce" (neofascista italiano residente in Nuova Zelanda)
- "C'è solo un rapporto di 100 a 1 di palestinesi civili uccisi" (militante dei Comunisti Italiani)
- " Ma allora è vero! Chi di spada ferisce, di spada perisce... Ogni tanto assaporate quello che provano le famiglie delle vittime palelstinesi" (nickname che spesso
posta gli scritti della ex parlamentare comunista Dacia Valent).
Una mia amica ha scritto un bellissimo
messaggio sul suo blog, che ora vi traduco:
"Non posso evitare di ricordare la sparatoria di Seattle. E, siamo sinceri, i due eventi sono collegati tra loro. Giusto per rinfrescarvi la memoria: la scorsa estate un uomo di religione islamica è entrato nell'edificio della Comunità ebraica di Seattle, ha urlato qualcosa come: "Sono musulmano e odio Israele!" e poi ha aperto il fuoco, uccidendo una persona e ferendone tre.
Ho passato gli ultimi mesi, forse gli ultimi anni, cercando di convincere amici e parenti che Israele è un luogo sicuro. Che non è lo scenario di guerra che state vedendo -adesso- alla CNN. Spegnete la TV, per favore. I mass media hanno le loro conclusioni pronte da tempo e stanno solo preparando la scena per esibirle. Sto divagando, scusate... Dicevo che ho passato mesi e forse anni, cercando di rassicurare tutti a proposito di Gerusalemme: "i problemi sono al Sud", dicevo durante l'evacuazione da Gaza. Oppure: "il casino è su, al Nord", durante la guerra in Libano. Gerusalemme è sicura, Gerusalemme è protetta. Bhé, come mi dice lo SMS di una amica:
sicura è un termine relativo.
Non so bene cosa voglio dire questa sera, solo che sono profondamente triste. Io amo questo Paese. Io adoro questa città. Questa città che rende pazzi. Sono una donna che studia per diventare rabbina e qui, questo, può essere alienante. Mentirei se dicessi che vivere a Gerusalemme mi ha reso più comprensiva verso le motivazioni degli ortodossi o le condizioni in cui vivono gli ultra-ortodossi. E' successo l'esatto opposto, invece. Ero giunta alla conclusione che le cose che dividono noi ebrei sono più di quelle che ci uniscono: un pregiudizio, lo so, ma mi ci trovavo bene, o quasi. Poi succede che uno uccide qualcuno di loro, di quella gente, la mia gente, nella mia città, nel mio Paese, in casa mia. Che queste vittime mi includano nello
Am Israel, nel popolo di Israele, non mi importa. Per me, questo attentato contro di loro è, essenzialmente, un attentato contro ognuno di noi.
Ho acceso la radio, sintonizzata su
Galgalatz, la radio dell'esercito. Galgalatz di solito trasmette un mix piuttosto eclettico di musica - ma questa sera ho capito cosa significa quando la radio trasmette la tristezza di una intera nazione. Insieme a tante melodie tristi, ho riconosciuto
Blowin in the wind di Bob Dylan. Questo non è un paese di gente che vuole la guerra, non è nemmeno un paese di gente che odia il proprio vicino. Questo è un Paese abitato da due popoli che vogliono vivere. Da gente che è stanca di veder morire i propri figli. (...)
Qui trovate la preghiera per la pace di Israele, che mi balla in testa da ore. Grazie per aver letto fin qui. Arrabbiatevi. Siate tristi. Siate furibondi. Solo, non siate indifferenti e non state a credere troppo ai media: la situazione non è in bianco e nero.
אבינו שבשמים צור ישראל וגואלו. ברך את מדינת ישראל ראשית צמיחת גאלתנו
"Nostro Divino Custode, Roccia e Redenzione di Israele, benedici lo Stato di Israele, che rappresenta il principio della nostra liberazione. Proteggilo con il Tuo immutabile amore, e stendi su di esso la protezione dalla pace.
Illumina della Tua luce e della Tua verità i governanti e i consiglieri, ispirali ai migliori consigli, affinché comprendano la giustizia del nostro retaggio. Rafforza la mano di chi costruisce e protegge la terra a Te sacra. Fa crescere in mezzo a noi libertà e giustizia, tolleranza e compassione; leva da noi odio e avversità. Sii vicino a tutto il popolo di Israele nelle terre in cui vive. Sia dato a tutti noi di unirci per testimoniare la Tua verità e la Tua volontà, di vivere in pace con i vicini e di tradurre in realtà l’antica visione: Nazione non alzerà più la mano contro altra nazione, né si insegnerà più la guerra ai bambini".