martedì, maggio 15, 2007

sempre più del 40%

48 italiani su 100 ritengono che gli ebrei [compreso io] sono più fedeli ad Israele che all'Italia (o all'Europa). In questo blog il tag Israele ricorre un discreto numero di volte. Dovrebbe anche aumentare, il numero di volte, se continuate a leggere capite il perché. Ma dubito si possa parlare di fedeltà solo per questo. Io sono fedele a mia moglie, ma non ne parlo quasi mai. Perché è bravissima a parlare da sola. Controllate qua, chi non ci crede.
42 italiani su 100 ritengono che gli ebrei [compreso io] controllano la finanza mondiale. Io qui non so che link mettere perché noi che controlliamo la finanza mondiale non lo veniamo certo a dire a voi. Comunque una decina di anni fa il ministro Mastella, all'epoca di centro-destra, ha spiegato che la lobby ebraica tramava contro l'economia italiana.
46 italiani su 100 ritengono che gli ebrei [compreso io,] parlino troppo della Shoah. E siccome questo blog non ha il tag Shoah, ne metto uno al dottor Norman Finkelstein - non ancora professore).
Insomma, più o meno il 40% (cioé, sempre più del 40%) dei miei vicini di casa, di miei colleghi, di gente che prende la metropolitana con me, di persone che incrocio nello scompartimento ferroviario ha questo genere di opinioni che riguardano noi ebrei. Chi è interessato alle nude cifre, può andare qua, e trova un sondaggio dell'Anti Defamation League.
Io vorrei capire perché le cifre sono quasi sempre nude.
La signora della cartoleria dove vado a fare le fotocopie (e nessuno che faccia mai un sondaggio per scoprire se gli ebrei fanno troppe fotocopie - io ne faccio un sacco, avendo una stampante che fa schifo) si lamenta del caldo e dice: "Quest'estate poi qui a Milano stiamo davvero male, se continua così". E io rispondo che sarò a Gerusalemme [che è vero, eh]. Almeno per un anno [vero pure questo], poi vedrò, insomma: mi trasferisco [vero anche questo, siete ancora lì? grazie per gli auguri. Vi terrò informati, seguite la tag Israele].
Allora lei mi risponde: "Ah. Allora buon ritorno a casa". Qui devo precisare che la signora ascolta sempre una radio di sinistra, la stessa che ascoltavo io. Tanto di sinistra che è una radio povera e che per mantenersi chiede agli ascoltatori di "abbonarsi", ovvero di spedire ogni tre mesi un bonifico di qualche decina di euro che poi in cambio ti danno i gadget e che la signora deve essere ancora abbonata (io lo ero, poi mi ci sono davvero incazzato) infatti espone i gadget nel negozio. In quella radio le corrispondenze dal medio oriente le teneva un sedicente palestinese con accento romano, e che spiegava che c'erano bordelli con bambine vergini esclusivamente per utenti israeliani - questa storia dei bordelli di Gerusalemme aperti dai sionisti e che accettano solo clienti ebrei è stata inventata dalla rivista dei gesuiti, più o meno un secolo fa. Roba laica, insomma. E devo anche aggiungere che la signora sa che sono ebreo, perché tra la roba che faccio fotocopiare c'è molta roba in ebraico. Comunque, innegabilmente, là fa più caldo. E la signora, dimenticavo, mi ha sorriso.
Io ero confuso e, da compagno a compagna, ho solo saputo dire che, certo, la guerra, il governo, ma insomma, anche qua la sinistra delude, come delude quella di là. Sentivo il bisogno di affermare che sono di sinistra, che ascolto la stessa radio che ascolta lei e mi sono dimenticato che pure questo lo sa già perché, siccome faccio molte fotocopie, che prendono un botto di tempo, abbiamo già chiaccherato un botto di volte e a Milano quando si chiacchera e c'è il sole non puoi dire piove governo ladro ma maledire Berlusconi è un must. Poi le ho detto che quando uno torna a casa non si preoccupa tanto del clima. E adesso mi chiedo se quella signora è una cifra vestita.
Più del quaranta per cento. Minimo quattro su dieci. Due su cinque. Quando va male tre su cinque. Son cose, come dice quello là. Che non credo avrò voglia o tempo di leggere quando sarò in Israele, perché lui racconta Milano, che è in Italia anche se non ci vorresti credere. E io l'Italia me la lascio alle spalle. Con i suoi quattro stronzi su dieci esseri umani.

16 commenti:

Sole ha detto...

Sono finita sul tuo blog mentre cercavo in rete qualcuno che possa aiutarmi con il mio ivrit (dopo due anni a singhiozzo con i corsi della Fsi di Milano quel poco che avevo imparato l'ho dimenticato, mea culpa...) e non ho più smesso di leggere. Forse perché ascolto sempre e solo "quella" radio e però poi mi incazzo quando si parla (spesso) di Israele e Palestina. Forse perché vorrei riuscire finalmente trovare un modo per far capire a quei "compagni" che mi danno della "filoisraeliana" che, semplicemente, cerco di ragionare con il cervello e non per slogan...
Insomma, avevo voglia di aggiungere un mio commento al tuo blog e di farti sapere soprattutto quanto ti invidio!! Vorrei tanto trascorrere anche io un po' di tempo in Israele (ci sono stata fra il 2003 e il 2004 ed è stato bellissimo). Shalom.

dietrolacollina@gmail.com

Andrea ha detto...

Personalmente, sono riflessioni che mi perseguitano. Forse anche uno dei motivi per cui tutti gli amici israeliani che ho, dicono che io ragiono alla loro maniera. Fino a che punto chi vive accanto a noi ci è "vicino"? D'altra parte, se non vado errato, era Hannah Arendt ad affermare proprio che il fascismo è nell'uomo di tutti i giorni, non opportunamente educato al vivere civile e non informato sulla storia e l'attualità. Quando sento miei conoscenti dire che ha agito nel bene chi ha incendiato un campo Rom, mi rendo conto che non aveva torto.
Andrea
http://ilbaco.ilcannocchiale.it

Andrea ha detto...

Scusa ma a rileggere l'ultima frase, mi rendo conto che può essere fraintesa. Chiaramente intendevo che la Arendt non aveva torto.

amaryllide ha detto...

Quel 40% di italiani antisemiti che denunci tu cosa fa di concreto contro gli ebrei? Nei casi peggiori, un'infima minoranza di loro disegna svastiche sulle tombe (o invita "storici" negazionisti a dei master). Mentre di italiani che dimostrano coi fatti il loro razzismo nei confronti degli extracomunitari ogni giorno ce ne sono milioni. La signora che ti fa le fotocopie per te fa parte di quel 40% di antisemiti solo perchè ti ha augurato un buon ritorno a casa. Ma non esistono solo gli antisemiti, esiste una netta maggioranza degli italiani ben peggiore di quel 40% che fa del razzismo militante tutti i giorni, è grave. Gli stronzi non sono i 4 antisemiti (a parole) su 10, sono i 9 su 10 che nei fatti al nero non affittano o che sono pronti a regalare la tanica di benzina ai fascisti che vanno a incendiare un campo rom. I lager non erano solo per gli ebrei. Prima di voi c'erano entrati comunisti, omosessuali, matti e rom. Finchè non si comincia a ragionare di lotta contro le discriminazioni tout court e non di lotta a questa o quella forma particolare di discriminazione (che sia l'antisemitismo, o l'omofobia, o la xenofobia o qualsiasi altra cosa) non se ne esce, e si ripeterà all'infinito lo schema della poesia di Niemoller, uno che non era nei 6 milioni, ma che a Dachau c'è finito lo stesso:

Quando i nazisti vennero per i comunisti,
Io restai in silenzio;
Non ero comunista.
Quando rinchiusero i socialdemocratici,
Rimasi in silenzio;
Non ero un socialdemocratico.
Quando vennero per i sindacalisti,
Io non feci sentire la mia voce;
Non ero un sindacalista.
Quando vennero per me,
Non era più rimasto nessuno che potesse far sentire la sua voce.

Per cui sarebbe ora di farla finita con la logica partigiana delle leghe antidiffamazione (non a caso adesso sta nascendo pure quella cattolica da quanto è snaturata la logica di tali associazioni) e mettersi a lottare contro ogni forma di discriminazione senza distinzioni tra le vittime, che servono solo al potere per continuare a dominare scegliendosi ogni volta la vittima più conveniente, sapendo benissimo che tanto il resto della popolazione non dice niente perchè "io non sono musulmano, o ebreo, o nero, o omosessuale, la cosa non mi riguarda".

נחום ha detto...

amaryllide, ci sono due modi di affrontare un commento idiota:
moderarlo o lasciarlo a imperitura memoria, cosicché risalti lo spessore morale dell'autore. A tuo onore, ho scelto la seconda via. Così tutti leggeranno che, secondo te, siccome non esiste solo l'antisemitismo, non si capisce perché gli ebrei si preoccupino. Che è un ragionamento che non fa una grinza.
Anche prima delle leggi razziste c'era probabilmente un buon 40%, ma che dico: forse un 80% di nostri connazionali (tuoi e miei), a cui non fregava nulla degli ebrei. E proprio questo è il problema.
Non posso sapere in che percentuale rientra la signora della fotocopie, ma propenderei per quella delle brave persone, perché ha messo insieme sionismo e radiopropalare- e così facendo mi ha riconciliato con la sinistra della mia città, e pertanto guai a chi ne parla male. Quindi guai a te, che la definisci antisemita; invece lei considera legittimo il nostro diritto degli ebrei ad avere una patria e a costruirci una società libera e giusta (a provarci, perlomeno). Forse addirittura una patria socialista: la sinistra milanese, con noi ebrei e con noi sionisti è stata, in un passato forse troppo lontano, davvero straordinaria. Ma tu questo non lo puoi sapere. Scommetterei che per te questo non è un diritto legittimo. Perché nella TUA testa (non in quella della signora) gli ebrei sono un gruppetto oscuro ed egoista, che possono aderire alla sinistra solo se si dimenticano di essere ebrei. E sarebbe interessante sapere se lo sproposito sui lager lo ripeteresti anche a un Rom o a un omosessuale. O a un nero. A proposito: lascio, ad imperitura memoria, la tua cazzata sulle leghe si vede che non hai mai sentito parlare della ADL all'epoca della segregazione razziale.
Vedo che per te, noi ebrei non siamo più perseguitati. Magari fosse vero. Vedo che per te, se parliamo di persecuzioni, lo facciamo perché vogliamo imporre qualche disegno di dominio, che nelal tua testolina laica si collega all'idea di popolo eletto e alla religione. Probabilmente, infatti, questa fesseria del popolo eletto devi averla sentita a catechismo, ma quando la hanno spiegata stavi pensando alla partita di pallone, perché fuori c'era il sole. Mentre la poesia di Neimoller devono averla dettata un giorno che c'era la pioggia.

laurentji ha detto...

io invece non riusciro' mai a capire perche' sei sempre cosi' incazzato, semplicemente ci sono alcune persone, o meglio alcune categorie, anche vaste, di persone, che non meritano affatto la nostra attenzione per piu' di pochi secondi: quelli necessari a riconoscerli e ignorarli.
li si evita, come si evitano le cacche di cane sul marciapiede

נחום ha detto...

incazzato io? più o meno come è incazzato il dito che indica la luna. E tu sei libero di fissare l'attenzione dove diavolo ti pare.

laurentji ha detto...

la fisserei volentieri se solo si capisse verso cosa e' puntato quel diavolo di dito.

נחום ha detto...

come su cosa è puntato? sul 60% di persone degne di questo nome. Che ce ne siano anche a sinistra, questa è la notizia. Peccato che alla radio non si sentono.

laurentji ha detto...

Che ce ne siano anche a sinistra, questa è la notizia.

stai cercando di dimostrarmi che la percentuale di stronzi a sinistra e' ontologicamente piu' alta che a destra e che il discrimen tra stronzi e persone sia la posizione pubblica sulla politica israeliana, oppure sto fissando ancora intensamente quel dito?

נחום ha detto...

No, Laurentij, sto parlando di antisemitismo. A meno che le fole radiofoniche sui bordelli sionisti (nel senso letterale: con le baby prostitute) siano, per te, critica legittima all'occupazione dei Territori.

laurentji ha detto...

non incominciare a scagliar pietre, al solito.
mi limitero' a citare Lenin: "l'antisemitismo e' il socialismo degli imbecilli".

amaryllide ha detto...

a proposito di razzisti, spero che tu potrai smentire che queste sono le cose che vengono insegnate ai bambini israeliani
http://www.hawiyya.org/wordpress/category/articoli/tematici/page/5

נחום ha detto...

amaryllide, hai segnalato le opinioni di una signora israeliana su come vanno le cose nel suo Paese, nel quale la signora (che spiega di non essere una politica) presenta la sua personalissima visione di come vanno le cose, suggerisce come dovrebbero andare: in breve, che lo Stato di Israele smetta di essere uno Stato ebraico o uno Stato degli ebrei.
Il tutto sulla base non di una ricerca sociologica o storica o politica, ma delle personalissime opinioni della signora, che cita paragrafi presi a caso da alcuni libri utilizzati in alcune scuole israeliane.
L'argomento sembra interessante. C'è solo da chiedersi cosa cavolo c'entri con il mio post. A meno che tu non voglia legittimare l'antisemitismo in Italia sulla base di quel che succede in Israele. Io sono sicuro che tu non sei così fesso da sostienere l'esistenza di un qualsivoglia legame. Mi sbaglio? Sentiti pure libero di rispondere, eh.
(ciao laurentij, questo tizio ti vuole conoscere).

amaryllide ha detto...

Il legame col tuo post è nel provare a ragionare su come fanno ad esistere i 4 stronzi razzisti su 10, e pertanto non chiedevo di commentare le opinioni della signora, ma di confermare o meno le sue citazioni dei libri scolastici. Perchè se sono vere in Israele si fa educazione al razzismo, e si creano le premesse per avere molto più di 4 stronzi su 10. Perchè imho lo stronzo non è solo l'antisemita ma è qualsiasi razzista, e ancora più stronzo è chi alleva i bambini nel razzismo, come la scuola israeliana (se le citazioni sono corrette) o Farfur.

נחום ha detto...

Amaryllide, per quel che so io, ci sono molti più parlamentari, diplomatici, militari non ebrei in Israele che parlamentari, diplomatici e militari ebrei nei Paesi arabi.
Cfr p. es.
http://itempieleidee.blogspot.com/2006/11/once-they-were-shepherds.html
Il tutto nonostante le relazioni non esattamente facili che Israele ha (avuto?) con i vicini. Se esiste educazione al razzismo, non si può dire che faccia effetto. Certo, coloro che si aspettano che Israele scompaia (oppure cessi di essere uno Stato ebraico, che è la stessa cosa) non saranno mai contenti finché (appunto) non scompariraà l'odiato Stato degli ebrei. E costoro continueranno a trovare le prove della presunta "educazione al razzismo" più o meno dove azzo pare a loro. Per esempio in una male assemblata rassegna di citazioni, pur amettendo che non si tratta di una ricerca sistematica. Detto tutto questo, sono costretto a comunicarti che non vedo cosa diamine c'entri l'antisemitismo in Italia con la tua idiosincrasia personale nei confronti degli ebrei che vivono in Israele e/o in Italia.
In breve: risposta errata. Il legame con il mio post, non c'è. Riprova, magari ti pubblico.